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Comunità Cattolica Indipendente “Agnus Dei”

Associata al Sinodo Generale della Chiesa Protestante Unita

La nostra Fede

Come per altre chiese cattolico liberali il nucleo della dottrina è quello enunciato con il Simbolo niceno-costantinopolitano che qui proponiamo nella traduzione ecumenica alla Prima persona plurale così come recita il Testo greco.

Noi crediamo in un solo Dio, Padre onnipotente, Creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili. Noi crediamo in un solo Signore, Gesù Cristo, Unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli. Dio da Dio, luce da luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato della stessa sostanza del Padre; per mezzo di lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo.
E per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto Uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato. Morì e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre e di nuovo verrà per giudicare i vivi e i morti, e il suo Regno non avrà fine.
Crediamo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre. Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti.
Crediamo la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica. Professiamo un solo battesimo per il perdono dei peccati, aspettiamo la resurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen.

Per quanto riguarda le grandi aree teologiche, ergo Dogmatica e Morale, le nostre comunità seguono a grandi linee gli stessi principi vigenti nel Cattolicesimo romano, con la sostanziale differenza che, proprio per il nostro carattere liberale, non ci poniamo quale centro dell’ortodossia, ma siamo aperti prima di tutto alla persona in un approccio antropologico che ci permette di valutare caso per caso il sostegno della crescita dei fedeli sia per la somministrazione dei Sacramenti, che per l’aiuto nel bisogno spirituale e materiale.

Un dato fondamentale è dato dal fatto che noi non abbiamo come riferimento normativo-legale il Diritto canonico, ma, nei rapporti con lo Stato facciamo riferimento a quella branca specifica di relazione tra le Chiese non concordatarie e la Cosa pubblica definita attraverso le specifiche del Diritto pubblico, nella fattispecie nel Diritto ecclesiastico.

Sia l’accoglienza ai Sacramenti (che rimangono nel numero di Sette come nella Chiesa romana), che per l’ammissione ai Ministeri e all’Ordinazione diaconale e presbiterale i criteri di valutazione non prendono in alcun modo atto dell’orientamento affettivo, facendo riferimento all’esegesi storico-critica contemporanea che annulla qualsiasi riferimento nelle Scritture per quanto riguarda gli orientamenti stessi.

Come da uso invalso da secoli nelle Chiese ortodosse e poi annullato con la Riforma gregoriana nel Cattolicesimo romano del pieno Medioevo il Celibato presbiterale è da noi pienamente accolto (come anche la decisione libera e volontaria della sua rinuncia).

Come San Carlos del Brasile ha insegnato è nostra particolare cura pastorale verso le persone in difficoltà come nelle persone divorziate/risposate, nei malati HIV/AIDS e nelle persone con difficoltà psico-sociali.

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